Agatha
Agatha era la capitale dell'Impero Agateo, fin dalle origini suo centro ideale e spirituale. La sua mitica fondazione costituisce il punto d'inizio del calendario agateo. Durante la sua storia millennaria subì gli Oscuramenti di Agatha, che la protessero ripetutamente dalla distruzione, consentendo all'Impero di risorgere dalle ceneri.
Secondo il mito imperiale, la città di Agatha fu fondata a seguito di visioni oracolari, che guidarono un piccolo gruppo di avventurieri alla ricerca di una terra promessa dove dar vita a un regno di giustizia e luce. Per il mito, la grande isola appena al largo della costa fu plasmata con l'aiuto dei giganti.
Oggigiorno si sa che la nascita di Agatha fu predetta e probabilmente organizzata dal Grande Censore, che secoli prima della posa della prima pietra costruì la Caverna dei Nomi.
All'epoca del tardo Impero, Agatha aveva ampiamente raggiunto i suoi limiti d'espansione, occupando l'intera penisola su sette livelli di sviluppo. Sopra al settimo svettava il complesso del Palazzo Imperiale, con i tre templi di Pelor, St. Cuthbert e Heironeous, e la parte superiore della Torre dell'Egemonia. Al settimo livello si accedeva tramite i Cancelli del Paradiso, la cui scalinata era sorvegliata dalle statue di 189 martiri.
Altri siti notevoli della città erano l'Arcaneum, sede dell'autorità magica di Agatha, e il grande porto, sviluppato circolarmente attorno al primo livello. Alla città si accedeva tramite un lungo ponte , che sbarcava all'altezza del secondo livello.
Sotto la città si trovava, in segreto, la Caverna dei Nomi.
Nell'arco della sua lunga storia, Agatha si trovò più volte sull'orlo della distruzione e fu salvata solo grazie agli Oscuramenti di Agatha. Pur preservando al città, questi fenomeni magici determinarono il tracollo temporaneo dell'autorità imperiale. Oggi si sa che gli Oscuramenti convogliavano il potere delle divinità del pantheon agateo in violazione delle Leggi Planari.
La notte del 13 eptas 3389 CA, i ribelli che avevano scatenato la guerra contro l'impero scesero sulla capitale, attesi da forze imperiali asseragliate e guidate dall'ultimo imperatore, Themiston II.
I ribelli lanciarono l'attacco con una mossa a sorpresa, collassando semipiani pieni di combattenti non-morti preparati attraverso la città; questo gettò nel panico i difensori, che si erano preparati a invasioni anche planari, ma non alla comparsa di migliaia di avversari spari ovunque.
Nel frattempo, le melme di Gatuu, strisciando sul fondo del Mar d'Arme, diedero l'assalto al porto e alle navi della flotta dispiegate, ingaggiandole in un'azione diversiva per impedir loro sia di prestare aiuto nella battaglia in città, sia di evacuare o trasportare nuove forze.
I leader dei ribelli mossero invece direttamente contro il cuore del potere imperiale. Avevano scoperto, infatti, che sotto il Palazzo Imperiale erano stati predisposti tre portali, col proposito di usarli sia per evacuare la città in caso di disfatta, sia per portare forze fresche e a sorpresa per sopraffare il nemico.
Mentre l'assalto ai portali occupava le migliori forze imperiali, Fijit portò un gigantesco clone del Tarrasque sopra la città, lasciando che si schiantasse sulle barriere arcane reattive predisposte dai maghi dell'Arcaneum; le parti smembrate della creatura presero inaspettatamente vita, portando distruzione e morte e sparigliando nuovamente le già compromesse linee difensive agatee.
L'Arcaneum stesso fu assalito dalle forze eoxiane di Exter, che si mosse rapidamente attraverso il complesso e vi impiantarono ricevitori arcani, tramite i quali esso fu teletrasportato sulla Luna Morta, uccidendo gran parte dei difensori per decompressione rapida e asfissia.
Infine, con le forze imperiali costrette alla ritirata verso il Palazzo, Hab guidò forze diaboliche legate a Donovan in un assalto frontale. Themiston rifiutò l'evacuazione magica, scegliendo di morire coi suoi uomini e venendo ucciso in duello da Hab stesso.
Con la città ormai conquistata, la Kormoran arrivò ad evacuare i pochi civili superstiti. Dopo di che, ritirate le proprie forze, i vincitori scatenarono potentissime magie distruttive, disintegrando completamente la città fino alle fondamenta rocciose, non lasciando nulla che potesse fungere da luogo di ricordo o nostalgia.
Della città vera e propria rimangono solo tracce indirette. Mentre l'isola su cui sorgeva è annichilita, sulle coste prospicienti rimangono abitati che ne sono stati satelliti per secoli e millenni, e presso i quali rimangono memorie materiali e viventi. Il fondale attorno alla città è interessato da un'intensa attività archeologica, per la sua ricchezza di reperti dovuti a millenni di commercio.
Fondazione
Secondo il mito imperiale, la città di Agatha fu fondata a seguito di visioni oracolari, che guidarono un piccolo gruppo di avventurieri alla ricerca di una terra promessa dove dar vita a un regno di giustizia e luce. Per il mito, la grande isola appena al largo della costa fu plasmata con l'aiuto dei giganti.
Oggigiorno si sa che la nascita di Agatha fu predetta e probabilmente organizzata dal Grande Censore, che secoli prima della posa della prima pietra costruì la Caverna dei Nomi.
Conformazione finale
All'epoca del tardo Impero, Agatha aveva ampiamente raggiunto i suoi limiti d'espansione, occupando l'intera penisola su sette livelli di sviluppo. Sopra al settimo svettava il complesso del Palazzo Imperiale, con i tre templi di Pelor, St. Cuthbert e Heironeous, e la parte superiore della Torre dell'Egemonia. Al settimo livello si accedeva tramite i Cancelli del Paradiso, la cui scalinata era sorvegliata dalle statue di 189 martiri.
Altri siti notevoli della città erano l'Arcaneum, sede dell'autorità magica di Agatha, e il grande porto, sviluppato circolarmente attorno al primo livello. Alla città si accedeva tramite un lungo ponte , che sbarcava all'altezza del secondo livello.
Sotto la città si trovava, in segreto, la Caverna dei Nomi.
Oscuramenti
Nell'arco della sua lunga storia, Agatha si trovò più volte sull'orlo della distruzione e fu salvata solo grazie agli Oscuramenti di Agatha. Pur preservando al città, questi fenomeni magici determinarono il tracollo temporaneo dell'autorità imperiale. Oggi si sa che gli Oscuramenti convogliavano il potere delle divinità del pantheon agateo in violazione delle Leggi Planari.
Distruzione
La notte del 13 eptas 3389 CA, i ribelli che avevano scatenato la guerra contro l'impero scesero sulla capitale, attesi da forze imperiali asseragliate e guidate dall'ultimo imperatore, Themiston II.
I ribelli lanciarono l'attacco con una mossa a sorpresa, collassando semipiani pieni di combattenti non-morti preparati attraverso la città; questo gettò nel panico i difensori, che si erano preparati a invasioni anche planari, ma non alla comparsa di migliaia di avversari spari ovunque.
Nel frattempo, le melme di Gatuu, strisciando sul fondo del Mar d'Arme, diedero l'assalto al porto e alle navi della flotta dispiegate, ingaggiandole in un'azione diversiva per impedir loro sia di prestare aiuto nella battaglia in città, sia di evacuare o trasportare nuove forze.
I leader dei ribelli mossero invece direttamente contro il cuore del potere imperiale. Avevano scoperto, infatti, che sotto il Palazzo Imperiale erano stati predisposti tre portali, col proposito di usarli sia per evacuare la città in caso di disfatta, sia per portare forze fresche e a sorpresa per sopraffare il nemico.
Mentre l'assalto ai portali occupava le migliori forze imperiali, Fijit portò un gigantesco clone del Tarrasque sopra la città, lasciando che si schiantasse sulle barriere arcane reattive predisposte dai maghi dell'Arcaneum; le parti smembrate della creatura presero inaspettatamente vita, portando distruzione e morte e sparigliando nuovamente le già compromesse linee difensive agatee.
L'Arcaneum stesso fu assalito dalle forze eoxiane di Exter, che si mosse rapidamente attraverso il complesso e vi impiantarono ricevitori arcani, tramite i quali esso fu teletrasportato sulla Luna Morta, uccidendo gran parte dei difensori per decompressione rapida e asfissia.
Infine, con le forze imperiali costrette alla ritirata verso il Palazzo, Hab guidò forze diaboliche legate a Donovan in un assalto frontale. Themiston rifiutò l'evacuazione magica, scegliendo di morire coi suoi uomini e venendo ucciso in duello da Hab stesso.
Con la città ormai conquistata, la Kormoran arrivò ad evacuare i pochi civili superstiti. Dopo di che, ritirate le proprie forze, i vincitori scatenarono potentissime magie distruttive, disintegrando completamente la città fino alle fondamenta rocciose, non lasciando nulla che potesse fungere da luogo di ricordo o nostalgia.
Il sito odierno
Della città vera e propria rimangono solo tracce indirette. Mentre l'isola su cui sorgeva è annichilita, sulle coste prospicienti rimangono abitati che ne sono stati satelliti per secoli e millenni, e presso i quali rimangono memorie materiali e viventi. Il fondale attorno alla città è interessato da un'intensa attività archeologica, per la sua ricchezza di reperti dovuti a millenni di commercio.
