La
lumenera è un minerale cristallino che occorre naturalmente sulla superfice di
Arx. Ha la proprietà di accumulare l'energia della luce del
sole, rilasciandola una volta che la luce è cessata.
Aspetto e caratteristiche
La lumenera è un cristallo prismoidale con teste piramidali. Nel suo stato scarico ha un'ottima trasparenza, con colori dipendenti dalle impurità presenti al suo interno. Caricata di energia solare inizia a occludersi, a partire dal centro, caratteristica che può essere utilizzata per capirne il livello di carica.
Esposto a un singolo ciclo diurno, un cristallo di lumenera è in grado di accumulare abbastanza energia da dare un luce tenue, utile al massimo per evidenziare oggetti; storicamente è stata impiegata come elemento decorativo. L'emissione è costante durante tutto il periodo di oscuramento, andando a digradare molto rapidamente (pochi secondi) al momento dell'esaurimento.
Se il ciclo di irraggiamento prosegue, la lumunera può andare avanti molto più a lungo ad accumulare energia. Quando viene oscurata, l'emissione diviene tanto più intensa quanto il cristallo è stato illuminato, fino a eguagliare l'intensità della radiazione solare stessa. Il rapporto di concentrazione di uno a sette, così che sette giorni di esposizione solare permettono alla lumenera di brillare di luce piena per un giorno intero. Anche in questo caso l'illuminazione emessa è costante, e va a decadere rapidamente solo negli ultimi secondi prima della scarica completa.
Storia tecnologica
Per lungo tempo, la lumenera non è stata altro che una curiosità, un elemento decorativo e un componente di nicchia per particolari applicazioni
magiche. Con l'invenzione e la diffusione dell'
elioforo, la ricerca tecnomagica ha portato alla luce una particolare proprietà della lumenera, che non era stata compresa in precedenza.
Se durante la notte, la lumenera viene posta all'interno di un contenitore riflettente, così che la sua luce le viene riflessa, l'energia accumulata non viene dispersa, ma continuamente irraggiata e riassorbita. Quando la lumenera viene esposta nuovamente al sole può continuare ad accumulare; il processo può essere ripetuto molte volte, trasformando la lumenera in una potente batteria solare. Il termine "batteria" stesso viene dai filari di scatole-specchio assemblati proprio a questo scopo.
La lumenera consente di superare la principale limitazione dell'elioforo, cioé la necessità di irraggiamento solare continuo. Con una batteria a lumenera, un elioforo può essere alimentato di notte e al chiuso. Come sempre con quella tecnologia, le prime applicazioni sono state navali, permettendo alle imbarcazioni più avanzate di utilizzare la propulsione solare anche di notte.
Questa scoperta ha portato all'esplosione dell'interesse per la lumenera. I depositi già noti e sfruttati sono stati rapidamente esauriti, ed è partita una spasmodica ricerca per nuovi giacimenti da sfruttare, che dura tutt'oggi. La capacità di reperire abbastanza lumenera sta rapidamente emergendo come un fattore chiave nelle possibilità di sviluppo dell'industria solare.
Limiti e sviluppi
Attualmente, il primo grande limite nella diffusione delle batterie a lumenera è la disponibilità del materiale grezzo: i giacimenti noti sono stati presi d'assalto e per lo più esauriti, ed è in corso una frenetica ricerca di nuovi. Si mormora persino che alcuni
avventurieri si spingano nei
Piani Elementali alla ricerca di vene del materiale.
Il secondo limite è puramente tecnico: la lumenera naturale si presenta in una vasta gamma di dimensioni, e non può essere con le tecniche attuali frazionata in cristalli più piccoli senza perdere le sue proprietà. Questa scarsa uniformità rende laborosioso e complesso realizzare le batterie, poiché è difficile standardizzare e serializzare i componenti date le dimensioni molto variabili.
Il terzo è quello della densità di energia. La lumenera naturale sembra avere un limite intrinseco: riesce ad accumulare al massimo sette giorni di esposizione solare, restituendo un giorno al massimo di irraggiamento. Concentrare la luce tramite lenti non pare né accelerare né estendere il processo; parimenti, non c'è modo di intensificare l'emissione di ritorno. Di conseguenza, l'unico modo per aumentare la capacità di batterie al lumenera è aumentarne il numero o le dimensioni.