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elioforo

L'elioforo è un ritrovato magico in grado di concentrare l'energia magica presente nella luce solare, rendendola disponibile per l'alimentazione di oggetti magici. Rende in tal modo molto più economica la creazione di oggetti magici, al prezzo di renderli dipendenti dalla luce solare.  
 

Origini e primi successi

  Originatasi a Surya (l'esatta attribuzione dell'invenzione è oggetto di feroce controversia), la tecnomagia dell'elioforo rimase per alcuni anni una curiosità finché non venne applicata alla propulsione navale, dimostrando che era possibile sostituire il potere del vento con quello del sole.   Il trionfo schiacciante delle eliofore nella celebre Regata di Surya fece esplodere l'interesse, in città e altrove, per le possibilità della tecnologia; ingenti investimenti produssero in breve un'esplosione di nuovi design e a una vera e propria corsa alla costruzione, civile e militare, del nuovo tipo di imbarcazioni.  

Fattura

  Dai primi esemplari, l'elioforo fu sviluppato in un'enorme varietà di piani alternativi, per poi raggiungere una sostanziale standardizzazione. A prescindere dalle dimensioni, che possono variare da piccoli dispositivi portabili a mano a grandi macchine industriali o navali, gli eliofori moderni sono marchingegni cilindrici, con un estremo dedicato all'immissione di radiazione solare, l'altro all'accoppiamento con l'oggetto magico da alimentare.   Nel mezzo, gran parte dello spazio è preso dal setaccio solare, un componente fondamentale fatto di piccoli cilindri cristallini che servono a separare la componente di energia positiva, effettivamente sfruttata per uso magico, da quella elementale del fuoco, tipicamente indesiderata (negli eliofori navali un meccanismo secondario viene spesso usato per estrarre anche questa energia, al fine di fornire calore per gli usi di bordo).  

Applicazione navale

  La prima e tutt'oggi principale applicazione dell'eolioforo è nell'ambito navale, di grande interesse per le culture del Mar di Giada. Un elioforo, sormontato da lenti per la concentrazione della luce solare, connesso a un propulsore magico (o molteplici, nei vascelli più sofisticati) permette a un vascello di muoversi a dispetto del vento, in precedenza principale mezzo di propulsione per le navi in mare aperto.   Poiché l'elioforo non funziona la notte, i vascelli che ne fanno uso mantengono l'impianto originale ad alberi e vele, con l'aggiunta dell'elioforo e relativi propulsori nel castello di poppa. Rimane essenziale padroneggiare e applicare le tecniche di navigazione tradizionale, in modo da non essere eccessivamente in difficoltà durante la notte.   Con l'invenzione delle batterie a lumenera, la possibilità di propellere le navi anche di notte è divenuta disponibile. Nella maggior parte dei casi i vascelli mantengono il doppio assetto, adattando i sistemi già presenti per usare le batterie; ma sempre più vengono costruite, specie in ambito militare, navi di nuova concezione, interamente alimentate ad elioforo e batteria, perciò completamente indipendenti dal vento.  

Applicazioni industriali

  Dall'ambito navale l'eolioforo si espanse ad altre importanti industrie come quelle della carta, della stampa e del tessile, inizialmente andando ad efficentare ed economizzare processi esistenti. Fu man mano adattato a nuovi usi, dando vita ad industrie prima limitate alla dimensione artigianale; il siderurgico in particolare conobbe un forte sviluppo, poiché l'elioforo si presta particolarmente bene alle lavorazioni in temeperatura. La corsa agli armamenti navali in particolare alimenta una costante domanda di cannoni e corazzatura navale, al punto che il fattore limitante ora sono le capacità dell'industria alchemica di fornire quanto le compete.  

Batterie a lumenera

  Negli ultimi anni, la scoperta dell'applicabilità della lumenera all'elioforo ha portato a una grande estensione delle possibilità della tecnomagia. Questo cristallo naturale è in grado di accumulare luce solare per rilasciarla successivamente; durante un normale ciclo diurno diviene troppo poco carico per essere utile nella notte successiva, brillando in maniera tenue, ma se durante la notte viene posto in una scatola riflettente, il cristallo riassorbe la sua stessa luce, scaricandosi solo per piccole perdite. In tal modo può essere ri-esposto il giorno successivo, continuando ad accumulare luce.   Con sette giorni di accumulo, la lumenera arriva a brillare di luce solare piena; un opportuno sistema di specchi e guide di luce può convogliare questa luce su un elioforo, consentendogli di funzionare come fosse al sole anche durante la notte.   La prima applicazione di questa tecnica fu, come sempre, quella delle navi. Portando a bordo filari di scatole riflettenti piene di lumenera, chiamate batterie in analogia alle file di pezzi d'artiglieria, queste navi possono continuamente alimentare i propri eliofori anche durante la notte, consentendo nuove possibilità di mobilità di enorme valore commerciale e militare. Gli sviluppi industriali stanno seguendo rapidamente; il vero limite, al momento, è reperire sufficiente lumenera per l'enorme crescente richiesta.