lanciare
"lanciare" un incantesimo non è nomenclatura scelta per caso. Nel sistema magico, l'incantesimo è un'unità d'azione autopropagantesi e autorisolventesi, dal cui solo inizio deriva un'inevitabile manifestazione: l'azione di lanciare si esaurisce nell'atto d'avvio.
Questo modo di procedere ha un chiaro e notevole beneficio: sgrava il lanciatore dalla fatica e dall'incombenza di sostenere la magia mentre essa produce i suoi effetti. Concentrando in una fase preliminare la costruzione e l'alimentazione dell'incantesimo, ne permette poi un uso più libero e immediato.
Prendendo a modello il modo di lanciare dei maghi, innanzi tutto l'incantatore deve concetenare nella propria mente la sequenza esatta di operazioni magiche che l'incantesimo dovrà compiere. Si tratta di un esercizio di memoria ma anche d'intelletto, poiché non è possibile utilizzare puramente la memorizzazione per fissare tutte le necessarie relazioni fra le diverse parti dell'incantesimo.
Questo fatto, l'incantesimo è già quasi del tutto formato: come un meccanismo perfettamente teso che aspetta solo il rilascio di una leva di comando, o l'inserimento di una chiave, per dipanare tutte le proprie conseguenze.
Al momento di lanciare, il mago compie i gesti, intona le parole e contemporaneamente concentra la propria mente su quanto ha preparato. Collegando l'azione immanente col suo proprio posto nella sequenza, egli scatena il meccanismo che ha costruito, il quale procede a quel punto indipendente dalla sua volontà, almeno per quanto concerne la sussistenza magica.
Per i maghi più giovani vi è di norma un senso di liberazione dal grande peso mentale di aver preparato un incantesimo; una volta lanciato, la mente si sgombra e, pur dolorante e desiderosa di riposa, torna libera di dedicarsi ad altro, tant'è che spesso apprendisti e giovani ai primi anni di carriera vanno a divertirsi la sera, più riposati che alla mattina.
Per i maghi più esperti, quel peso mentale assume invece la familiare consistenza della roccia su cui si cammina; e perderlo completamente, cioé esaurire gli incantesimi preparati, lascia un certo senso di sbilanciamento, come trovarsi improvvisamente e improvvidamente nudi.
Per i lanciatori spontanei la questione è diversa. La conoscenza dell'incantesimo è implicita, in base ad eredità ancestrali o altri mezzi d'acquisizione; ma questo non significa che possa essere usata con facilità e senza costi. Nel mondo interiore del lanciatore spontaneo, i pezzi degli incantesimi che conosce sono sempre disponibili, e la sua abilità sta nell'ordinarli in modo da far scatenare il loro effetto; cosa che con l'addestramento si imparare a fare tanto rapidamente quanto il lancio di un'incantesimo preparato, al prezzo però di un gravame sulla volontà, il cui esercizio ha un costo che solo il riposo ripaga debitamente.
